Quello stesso 2 dicembre ebbe luogo il terzo interrogatorio di Lucia.

Le furon da prima lette le sue deposizioni precedenti che confermò.

Interrogata se volesse aggiungere alcunchè, rispose:

"Se Vostra Signoria mi dimanderà, dirò quel che saprò: ma di gra-

"zia non mi faci dare tormenti!

Queste parole ci confermano nella opinione che i tormenti siano stati prodigati a questa infelice nell'anterior sostituito, benchè non vi appaiono. Qui Lucia si diffonde in altri racconti, che omettiamo, perchè non comprometton neruno, oltre i già noti: vii troviam registrati gli ingredienti che servirono a manipolar l'unguento con cui fu striata la moglie del cancellier Trisinghello, indi a poco trapassata;

"oglio comune,

"finocchio pesto,

"ravano,

"aglio,

"polvere d'ossi di morti,

"e questa roba si mescolavan insieme, e il diavol ci metteva dentro

"ancor lui certa polvere.

Il tre dicembre, Domenica (la Menegota, o Tomaseta, madre di Lucia) fu riassunta ad esame, e richiesta s'era disposta a dire la verità meglio che non avea fatto il 27 novembre, rispose:

"Sì che ho deliberato di dire la verità, e Vostra Signoria cominci

"ad interrogare, che quel che saprò, volentieri dirò.

Noi pensiamo che questa vecchia fu talmente maltrattata durante la settimana passata in carcere, che perdette interamente il coraggio e le forze di pesistere nei sui dinieghi; ed ecco come avvenga che ce la troviam pronta, non dico ad inventare (la fantasia le difetterebbe a ciò) sibben a confermare tutto che le sarà intimato di confessare.

Richiseto dello stregamento di Cristoforo, negò d'avervi partecipato: le furon comunicate le deposizioni a suo aggravio della Mercuria e della sua propria figlia Lucia a negare. Lucia fu allora chiamata per essere messa a confronto con sua madre, e le disse:

"Sì che eri presente quando fu fato l'onto in casa di Dominica Gratia-

"dei, et anco venisti con noi quando striassimo il Cristoforo; e però

"ricordatevi bene, che, per segno, quella sera la Dominica aveva sotto delle verze, e ne diede a voi da mangiare.

La vecchia, avendo riflettuto, rispose:

"Adesso mi sovviene ch'è vero;

e confermò le dichiarazioni di Lucia; però, come costumavano quelle sciagurate, aggiunse di sua testa altre esecrabili storie.

Interrogata se fosse intervenuta al congresso diabolico, rispose:

« si che vi son andata, e particolarmente una notte, circa le hore un-

«deci, in casa di Francesco Delaiti, che può essere dodeci anni, et era-

«mo vestite di de dona, et io con un tapeto intorno de zingana; e v’era

«un huomo con noi vestito de prete, e pareva giusto don Rinaldo,

«perch’era trasformato  in quella forma, ma era il diavolo.

Qui un sospetto s’è insinuato nella nostra mente; che de’ mariuoli profittassero della credulità di cotai femmine per gabbarle, facendo ad esse credere che il diavolo avesse vestite le loro sembianze; di modo che quando quelle sciocche dichiaravano d’aver avuto a fare col diavolo,in forma del tale o tal altro  a lor noto, gli era infatti con que’ tali che aveano avuto a fare.

Dominia Gratiadei, della qual conosciam la cattura, stata eseguita due giorni avanti, e assoggettata ad interrogatorio il 4 dicembre. Richiesta dello stregamento di Cristoforo, negò da principio: le furon lette le deposizioni delle complici, allora con voce tremante, e impallidendo (tremula voce et pallido colore), disse:

« no che non è vero! venghi qua Lucia e le altre a dirmelo.

Vennero; e Lucia le sostenne in faccia l’accusa:

«io son qui per voi, o Dominica; e quando fui menata in prigione,

«voi ridevate… .

Furon messi sul tavolo assai vaselli e baccette e Lucia proseguì

«In questo voi facente l’onto per istriare Cristoforo.

Dominica rispose:

«Son incolpata a torto: fate quel che volete: se mi farete morire sarò

«condannata a torto.

Le furon lette le disposizioni della Mercuria.

«Se quelle dicon di si, mi contento dir ancor io di si.

Intimatole di risponder categoricamente, esclamò:

«V.S. scriva che l’ho fatto: non so però d’averlo fatto.

Il Giudice allora comandò che venisse sottoposta all’esame rigoroso: e gli è fra le torture che l’infelice, contraddicendo le sue precedenti asserzioni, confessò di aver manipolato l’unguento micidiale. Richiesta quai ne fossero gl’ingredienti, rispose:

«Se me li diranno, dirò ancor io …

E’ chiaro ch’ella era ormai parata a consentire a tutto quanto le fosse dimandato.

Rimandata in prigione, ne fu cavata l’indomani 6 dicembre, e si provò negare, affermando che i bossoli stati trovati in una casa eran destinati adusi innocui. Lucia le rinfacciò che mentiva, e additandole certa farina,

«questa è la polvere, disse, stata adoperata ad istriar la moglie del signor Cancelliere.

Qui, a piè di pagina, troviamo io Paris  Madernino e sotto ego Ioh.

Ropele fui presens.

Dominica rispose:

«è farina; e non è vero che ho rovinata la moglie del signor Cancelliere, né mai sono stata nella sua cucina: gho questi altri grani parte per mangiare, e parte per dare alle galline.

Lucia replica che son ingredienti per malefizii: le due donne ne vengono ad ingiuriarsi nella foggia più virulenta.

Qui ci troviam caduti in quell’oscurità già di anzi avvertita, o diremo in quell’indeterminato che ci puzza di tortura sottointesa. Dominica, infatti, confessa ex abrupto d’aver manipolato l’unguento, d’esser intervenuta, trasformata in gatto, allo stregamento di Cristoforo, d’aver rinunziato a’Sagramenti, d’aver ballato e fatto peggio col diavolo: né solamente percorrere il ciclo intero delle superstizioni allora in voga, come se ne foss’ella stata testimonio e complice, ma moltiplica le denunzie, in conseguenza delle quali, viene spiccata la seguente citazione:

«con le presenti saranno citati li sottoscritti che comparino perso-

«nalmente nella cancelleria di quest’officio avanti a Sua Spettabilità,a

«deponere con suo giuramento di quel tanto sapranno e saranno inter-

«rogati, sotto pena di d.25 per cadauna persona in caso di contraf-

«facione.

«Madonna Cecilia Sparamani.

«Madonna Maria sua figlia,

«Messer Santo Peterlino,

«e messer Gratiadei suo  figlio, fabbri di Villa,

«Donato Beltrami famei delli Sparamani,

«Zuan Battista delli maestri di Pedezzano,

«e Catterina sua moglie.

Retulit Jseph Goritianus, officialis huius Curiae se citan omnes antesciptos die 6 dicembre 1646.

Giusepppe Gariziano usciere di questo tribunal riferì d’aver eseguite le sovrascritte citazioni il 6 dicembre 1646.

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Ecco subitamente aggradito il formidabile processo, cui le spontanee denunzie cella Mercuria iniziarono, e le confessioni estorte alla Menegota, a Lucia ed a Dominica avviarono.

Cecilia Speramani, assoggettata il 6 dicembre ad esame, dichiara che suo figlio Cristoforo subiva attacchi epilettici, e che aveva inutilmente consultati medici per liberarnelo; «poi essendo stato detto da molti Re-

«ligiosi, cioè dai reverendi padri Cappuccini o Zoccolanti, come anche dal

«nostro Capellano qui di Villa, che questo figliuolo sia fatturato, deli-

«berai di mandarlo a Padova a sant’Antonio: ma perché ci fu detto

«che le strade erano fangose e cattive, fu condotto a Brondolo, ad un

«vescovo dal qual fu scongiurato; poi l’ho fatto condurre a Trento al

«padre Macario a ricever alcuni bollettini contro le fatture: hora si

«trova in Trento.

Conchiude dicendo di non sospettar chicchessia.

Comparuit Johannes Antonius Ferrari dictus Scarambea, et exposuit, suae Spectabilitati, dicens:

Giovanni Antonio Ferrari detto Scarambea si presentò a sua signoria dicendo:

«già alcuni anni gli morseron alcuni bovi, una vacca ed una manza con

«mio gran danno, sebben però non ho avuto sospetto alcuno. Mia mo-

«glie l’altro giorno mi ha raccontato che Lucia Cavedena, che hor si

«trova qui prigiona, vene una volta in casa mia a pregarla ch’io vo-

«lessi tenerle una creatura a battesimo, che non mi sarebbe più morto

«bestiame».

Gratiade Peterlino interrogato il 7 dicembre, intorno lo stregamento di Cristoforo, soggiunse:

«Molte volte venivan gatte per la casa, e facevano brutti versi et

«urli, et ancor che molte volte abbi provato con bastoni di smarrirle,

«ne per questo cessavano.

Lo stesso 7 dicembre, Dominica Gratiadei Fu assoggettata al terzo interrogatorio: richiesta dal modo con cui venne malefiziato Cristoforo, rispose di non saperlo: di Benvenuta Consola sua propria madre defunta, disse che fù strega di cartello; confessò finalmente di aver dato alla Mercuria il pomo che doveva sconciarla marchesina Bevilacqua.

Li 13 dicembre, Lucia deposita:

«Dominica mi ha confidato che il diavolo le ha donato un anello in

«segno di patto, e me lo mostrò, nel quale sono alcune lettere; e di più

«avea un altro anello senza preda col qual ha bollato me.

Furonle mostrate due anelli, stati rinvenuti in casa di Dominica, e dichiarò ch’eran quelli. Richiesta dello stregamento dei buoi dello Scarambea, descrisse il modo con cui era stato operato, cioè ungendo le greppie.

Li 7 dicembre Lucia confessò d’un’insalata stata mandata alla fu Lisabetta, figlia del Cancellier Frisinghello, per farle fare il malfine; e difatti la fanciulla trapassò poco dopo. Qui viene per la prima fiata in campo Benvenuta, figlia di Domenica Gratiadei, giovinetta di 17 anni. Lucia intorno ad essa, depose:

«ha rinuntiato al battesimo in casa propria alla presenza di sua ma-

«dre, di tutti noi e del diavolo in forma di giovene; fu bollata; il dia-

«volo l’abbracciò, e per segno sempre v’erano balli, e festini in casa

«sua; anzi di più, per quanto detta giovine mi ha detto, il diavolo lo

«faceva delli presenti, e mi mostrò un paio di scarpe reverse, belle,

«dicendo, - le ho guadagnà jer sera. – Domenica Gratidei richiesta

«come conducesse la figlia al convegno diabolico, rispose:

«son circa 5 anni che tutte mi consigliavano di presentare alla

«compagnia mia figlia; dove al fine tanto l’esortai, che si lasci indurre

«a renuntiar al battesimo, et alla confessione, come fece alla nostra pre-

«senza, e del diavolo in forma di giovine che assai l’amaza …

Tengon dietro due lunghe narrative sulla insalata mandata a Lisabetta Frisinghello, e sullo streamento del giovin Valentin di Villa, operato dalla madre di Lucia.

Il 18 dicembre Lucia subisce il suo sesto interrogatorio: ci par esso così caratteristico che prendiamo a copiarlo con iscrupolosa esattezza.

Die XVIII mensis dicembris 1646.

in loco etc.

coran etc,

Noviter costituta Lucia Cavedena educta a carceribus et sub juramento formaliter praestito, prout tactis scripturis.

Questo giorno XVIII di divembre 1646

Nel Pretorio occ.

alla presenta ecc.

Novamente chiamata ad esame Lucia Cavadena, estratta dal carcere, ed assoggettata a giusramento, colla mano stesa sui Vangeli:

"Interrogata se gli sia venuto in mente cosa alcuna da dire oltre le

"cose da lei dette nei precedenti suoi costituiti, rispose:

"non saprei più che dir altro.

"Interrogata se mantenerà anco i tormenti quel tanto che ha detto,

"cioè che Benvenuta Consola sia stria, e che sii stata presente a far

"l'onto per ruinare i buoi dello Scarambea; item accomodar l'insalata

"che fu mandata a Lisabetta figlia di me Cancelliere; item d'essere

"stata nelli suoi congressi a Nomi in casa di M.Francesci Damisel

"dov'è maritata una delli Sparamani; item dalla quandomeneghi; item

"dalli Sparamani quando ritrovarono Cristoforo che dormi a; item nella

"camera di Sparamani, et anco dalla d.a Consola nella sua camera; item

"da M. Francesco del Vili; rispose: signor sì ch'è vero et io lo rati-

"fico, e lo mantenerò anche in tormenti.

Subdens ex se:

Soggiungendo da sè:

 

« ma non solo mantenirò questo contro la Consola, ma anche con-
« tro Benvenuta figlia di Dominica Gratiadei; che anche quella gio-
« vine è venuta in Istriozzo, e fu presente quando si governò l’insalata
« per vostra figlia; anzi essa trovò la insalata, e che la portò, e sapeva
« ogni cosa perché v.s. deve sapere che chi de gatta nasce li sorghi
« pia; e siccome la madre è anco la pia.
(Troviam qui in margine N.B. e a pièdi pagina io Paris Madernino delegato affermo.
ego Iohannes Ropele commissarius fui assistens).
« Mantinirò anche quel che ho detto contro Isabella Bretegana, e
« Polonia sua figlia, che sono strie state in striozzo.
« Interrogata se essa sapi che altre persone siino state presenti a far
« simili striamenti, e nelli suoi congressi, rispose: me soviene che anca ù
« Santo Peterlin  di Villa, il ferraro, è venuto con noi suso a veder rui-
« nare li buoi dello Scarambea; e fu presente a vedere far l’onto, e
« vene anchor lui in forma di gatto. Vi è stato anca Delaito Cavaleri di
« Villa quando fossimo a Nomi in casa Damisel d’ov’à maritata una
« delle Sparamani: e tutto mantenirò qui e via de qui.
Subdens ex se:
Soggiungendo da sé:
« Alla vedova Gratiadei par strano di vedersi scoperta delle sue fur-
« barie; perché iersera quando l’official la condusse in prigione andava
« gridando ah traditore! sassine!
« Ei dicto (dettole che dica la verità delle ostie che ha mostrate
« alla Mercuria e di quelle che ha ricevute dalla detta, rispose:
« questo non è vero!
Tune Sua Nob. et Spectab. Dominatio; acceptatis pro Fisco proficuis, manuit ipsaim constitutam benigne ut recedere debeat a mendaciis, et veritatem fateri antiquam ad rigorosum examen adveniatur;
respondit:
Allora sua Signoria, fatte le debite riserve a pro del Fisco, ammoni benignamente l’accusata che desistesse dal mentire, e dichiarasse la verità avanti che la s’assoggettasse all’esame rigoroso;
rispose:
Io ho detto la verità né so che dir altro.
subdens ex se:
soggiungendo da sé:
« Mi par che habbi detto in un mio costituto che quell’anello ch’è
« di Dominica ghel habbi portato il diavolo; ma mia madre mi ha detto
« che il diavolo lo portò alla madre del q. Valentin Gratiadei, madona
« di detta Dominica, perché anch’essa mentre viveva si dice ch’era una
« stria. Quanto poi all’altro anello senza preda, di quello se ne serviva
« per corroborare il bollo che faceva il diavolo, conforme ha segnata
« anco me.
E team factes multis aliis interrogationibus et ad monitioribus persisteret semper in negatione, sua Nob. et Spect. Dominatio, visis contradictionibus et contrarietatibus resultantibus ex suis depositionibus, consideratisques indiciis in processu cum gravantibus, proemissa protestionem solemni, quod, per quemeumque actum factum vel facendum non intendit prejudicacere juribus aquisitis Fisco, maxime vero per propriam ipsius confessionem, quodque per quamcunque intorrogationem ei faccenda vel responsionem ab ipsa tandam non intendit eis in minimo derogare, sed si? salvis praemissius et non aliter, nec alio modo animo temen habendi praecisam et categoricam responsionem, et majorem veritatem, decreti eam fare subjiciendam rigoroso examini, nempe tormento frenis; ad quem affectum mandavit cam per officiales adduci ad locum solitum, inique spoliari, ligari, frenibus applicarsi, et in altum elevari.
Quae eam adducta esset ad locum torturae, ibi spoliata, lenata, et freni applicata, adhuc benigne fuit admonita et hortata ad patendam veritatem, et non permettendum se cruciari.
respondit
Dopo molte interrogazioni ed ammonizioni, preesistendo essa a negare, l’Ill.mo signor Giudice, scorgendo le contraddizioni che risultavano dai costituti di là e considerando gli indizii da cui era gravata, premessa solenne protesa che da ciò che stava per ordinare non avesse a provenir pregiudizio ai dritti già acquisiti dal Fisco, e affin di ottenere una precisa e categorica risposta, ordinò che la inquisita venisse assoggettata all’esame rigoroso, cioè al tormento della corda, al qual effetto impose ai birri di menarla al solito luogo, e quivi spogliarla, legarla spogliata, e sollevarla in alto.
Fu dessa, infatti, menata al luoge della tortura, ivi spogliata, legata, e per giunta benignamente ammonita ed esortata che dicesse la verità, a non consentisse di venire tormentata;
Rispose:
Ho detta la verità né so che dir altro.
Tunc Sua Dominatio mandavi team in altum elevari; quae sic elevata coepit dicere clamando:
Allora Sua Signoria comandò ch’essa venisse elevata in alto; la quale così elevata cominciò a gridare:
« O Gesù Maria le mie man! O Dio! O Madonna del Rosario! No so
« altro: Ohimè! Lasséme zò! O Dio son morta! Lasséme zoso!»
« Ei dicto (dettole) che dica la verità se sono stati altri compagni e
« compagne con essa nelli suoi congressi di striamenti, oltre li pronun-
« ciati in processo, rispose:
« No; solamente quelli che ho nominati.
« Interrogata, rispose:
« non ho avute ostie consacrate, ne è vero che ne ebbi mostrate alla
« Mercuria …. O Dio! Lasséme zoso! Misericordia!
« Interrogata se Santo Peterlin abbia rinunciato al battesimo, rispose:
« no lo so; ma nessuno po’ venire in questi luoghi con il diavolo sé
« non hanno rinunciato …. O Dio! Mi no so altro, lasséme zò! La Con-
« sola è stata consenziente anco alla fattura della fiola qui del signor
« Cancelliere.
Quae cum stetisset in tormento elevata per spatium dissidii quarti unius ohorae circa, Nob. et Spec. judex mandavit ipsam leniter deponi, dissolvi, brachiaque reaptari, reindui et ad locum suum reconduci, facta prius interrogazione an intendat ratificare omnia quae dixit in tormentis, nunc soluta;
respondit:
Essendo durata la tortura circa un mezzo quarto d’ora , il signor Giudice ordinò che la paziente venisse con riguardo calata giù, slegata, le si rimettesser a posto le braccia, la si rivestisse, e riconducesse al carcere, interrogatala prima se intendesse confermare, or ch’era sciolta, ciò che ne’ tormenti aveva dichiarato;
rispose:
« si che intendo ratificare ogni cosa, come in verità dico essere vero
« tutto quello che deposto su nella corda.
Et haec homnia fuerunt serbata ad praesentiam magnifici domini Antonii Pizzini Nogaredi, ac domini Francisci del Villi Villae tamquam virorum proborum, locuque gastalgionum assumptorum juxta formam statuti cap. 17 in civilib etc. quibus fuit delatum juramentum de taciturnitate.
Ego
COSTANTINUS FRISINGHELLUS
cancellarius
scripsi
E tutto ciò fu fatto alla presenza del magnifico signor Antonio Pizzini di Nogaredo e del signor Francesco del Villi di Villa, in qualità di probi viri, e assunti in luogo è stato li assessori in conformità al cap. 17 degli Statuti Civili ecc., ai quali fu deferito il giuramento di serbar il silenzio.
Io
COSTANTINO FRISINGHELLO
cancelliere
scrissi
Questo 18 Dicembre 1646 ci fu molto da fare nel pretorio di Nogaredo. Anche Domenica Gratiadei vi soggiacque ad interrogatorio e tortura, e ludiamo protestare, confessare, lamentarsi, urlare allo stesso modo di testè, l’insalata di cui morì la figlia del Frisinghello torna a galla: per me ritengo che questo lusso di torture inflitte dal giudice Madernino, e dal commissario Ropele, ebbe di mira di dar soddisfazione al Cancelliere scrivente, al quale quelle  furie dichiaravano senza circonlocuzioni, d’aver assassinata moglie e figlia.
Notiamo che la Gratiadei fu tormentata quattro volte più di Lucia, cum stitisset in tormentis dimidium horae
avendo la sua tortura durata mezz’ora.
(continua)
« ma non solo mantenirò questo contro la Consola, ma anche con-
« tro Benvenuta figlia di Dominica Gratiadei; che anche quella gio-
« vine è venuta in Istriozzo, e fu presente quando si governò l’insalata
« per vostra figlia; anzi essa trovò la insalata, e che la portò, e sapeva
« ogni cosa perché v.s. deve sapere che chi de gatta nasce li sorghi
« pia; e siccome la madre è anco la pia.
(Troviam qui in margine N.B. e a pièdi pagina io Paris Madernino delegato affermo.
ego Iohannes Ropele commissarius fui assistens).
« Mantinirò anche quel che ho detto contro Isabella Bretegana, e
« Polonia sua figlia, che sono strie state in striozzo.
« Interrogata se essa sapi che altre persone siino state presenti a far
« simili striamenti, e nelli suoi congressi, rispose: me soviene che anca ù
« Santo Peterlin  di Villa, il ferraro, è venuto con noi suso a veder rui-
« nare li buoi dello Scarambea; e fu presente a vedere far l’onto, e
« vene anchor lui in forma di gatto. Vi è stato anca Delaito Cavaleri di
« Villa quando fossimo a Nomi in casa Damisel d’ov’à maritata una
« delle Sparamani: e tutto mantenirò qui e via de qui.
Subdens ex se:
Soggiungendo da sé:
« Alla vedova Gratiadei par strano di vedersi scoperta delle sue fur-
« barie; perché iersera quando l’official la condusse in prigione andava
« gridando ah traditore! sassine!
« Ei dicto (dettole che dica la verità delle ostie che ha mostrate
« alla Mercuria e di quelle che ha ricevute dalla detta, rispose:
« questo non è vero!
Tune Sua Nob. et Spectab. Dominatio; acceptatis pro Fisco proficuis, manuit ipsaim constitutam benigne ut recedere debeat a mendaciis, et veritatem fateri antiquam ad rigorosum examen adveniatur;
respondit:
Allora sua Signoria, fatte le debite riserve a pro del Fisco, ammoni benignamente l’accusata che desistesse dal mentire, e dichiarasse la verità avanti che la s’assoggettasse all’esame rigoroso;
rispose:
Io ho detto la verità né so che dir altro.
subdens ex se:
soggiungendo da sé:
« Mi par che habbi detto in un mio costituto che quell’anello ch’è
« di Dominica ghel habbi portato il diavolo; ma mia madre mi ha detto
« che il diavolo lo portò alla madre del q. Valentin Gratiadei, madona
« di detta Dominica, perché anch’essa mentre viveva si dice ch’era una
« stria. Quanto poi all’altro anello senza preda, di quello se ne serviva
« per corroborare il bollo che faceva il diavolo, conforme ha segnata
« anco me.
E team factes multis aliis interrogationibus et ad monitioribus persisteret semper in negatione, sua Nob. et Spect. Dominatio, visis contradictionibus et contrarietatibus resultantibus ex suis depositionibus, consideratisques indiciis in processu cum gravantibus, proemissa protestionem solemni, quod, per quemeumque actum factum vel facendum non intendit prejudicacere juribus aquisitis Fisco, maxime vero per propriam ipsius confessionem, quodque per quamcunque intorrogationem ei faccenda vel responsionem ab ipsa tandam non intendit eis in minimo derogare, sed si? salvis praemissius et non aliter, nec alio modo animo temen habendi praecisam et categoricam responsionem, et majorem veritatem, decreti eam fare subjiciendam rigoroso examini, nempe tormento frenis; ad quem affectum mandavit cam per officiales adduci ad locum solitum, inique spoliari, ligari, frenibus applicarsi, et in altum elevari.
Quae eam adducta esset ad locum torturae, ibi spoliata, lenata, et freni applicata, adhuc benigne fuit admonita et hortata ad patendam veritatem, et non permettendum se cruciari.
respondit
Dopo molte interrogazioni ed ammonizioni, preesistendo essa a negare, l’Ill.mo signor Giudice, scorgendo le contraddizioni che risultavano dai costituti di là e considerando gli indizii da cui era gravata, premessa solenne protesa che da ciò che stava per ordinare non avesse a provenir pregiudizio ai dritti già acquisiti dal Fisco, e affin di ottenere una precisa e categorica risposta, ordinò che la inquisita venisse assoggettata all’esame rigoroso, cioè al tormento della corda, al qual effetto impose ai birri di menarla al solito luogo, e quivi spogliarla, legarla spogliata, e sollevarla in alto.
Fu dessa, infatti, menata al luoge della tortura, ivi spogliata, legata, e per giunta benignamente ammonita ed esortata che dicesse la verità, a non consentisse di venire tormentata;
Rispose:
Ho detta la verità né so che dir altro.
Tunc Sua Dominatio mandavi team in altum elevari; quae sic elevata coepit dicere clamando:
Allora Sua Signoria comandò ch’essa venisse elevata in alto; la quale così elevata cominciò a gridare:
« O Gesù Maria le mie man! O Dio! O Madonna del Rosario! No so
« altro: Ohimè! Lasséme zò! O Dio son morta! Lasséme zoso!»
« Ei dicto (dettole) che dica la verità se sono stati altri compagni e
« compagne con essa nelli suoi congressi di striamenti, oltre li pronun-
« ciati in processo, rispose:
« No; solamente quelli che ho nominati.
« Interrogata, rispose:
« non ho avute ostie consacrate, ne è vero che ne ebbi mostrate alla
« Mercuria …. O Dio! Lasséme zoso! Misericordia!
« Interrogata se Santo Peterlin abbia rinunciato al battesimo, rispose:
« no lo so; ma nessuno po’ venire in questi luoghi con il diavolo sé
« non hanno rinunciato …. O Dio! Mi no so altro, lasséme zò! La Con-
« sola è stata consenziente anco alla fattura della fiola qui del signor
« Cancelliere.
Quae cum stetisset in tormento elevata per spatium dissidii quarti unius ohorae circa, Nob. et Spec. judex mandavit ipsam leniter deponi, dissolvi, brachiaque reaptari, reindui et ad locum suum reconduci, facta prius interrogazione an intendat ratificare omnia quae dixit in tormentis, nunc soluta;
respondit:
Essendo durata la tortura circa un mezzo quarto d’ora , il signor Giudice ordinò che la paziente venisse con riguardo calata giù, slegata, le si rimettesser a posto le braccia, la si rivestisse, e riconducesse al carcere, interrogatala prima se intendesse confermare, or ch’era sciolta, ciò che ne’ tormenti aveva dichiarato;
rispose:
« si che intendo ratificare ogni cosa, come in verità dico essere vero
« tutto quello che deposto su nella corda.
Et haec homnia fuerunt serbata ad praesentiam magnifici domini Antonii Pizzini Nogaredi, ac domini Francisci del Villi Villae tamquam virorum proborum, locuque gastalgionum assumptorum juxta formam statuti cap. 17 in civilib etc. quibus fuit delatum juramentum de taciturnitate.
Ego
COSTANTINUS FRISINGHELLUS
cancellarius
scripsi
E tutto ciò fu fatto alla presenza del magnifico signor Antonio Pizzini di Nogaredo e del signor Francesco del Villi di Villa, in qualità di probi viri, e assunti in luogo è stato li assessori in conformità al cap. 17 degli Statuti Civili ecc., ai quali fu deferito il giuramento di serbar il silenzio.
Io
COSTANTINO FRISINGHELLO
cancelliere
scrissi
Questo 18 Dicembre 1646 ci fu molto da fare nel pretorio di Nogaredo. Anche Domenica Gratiadei vi soggiacque ad interrogatorio e tortura, e ludiamo protestare, confessare, lamentarsi, urlare allo stesso modo di testè, l’insalata di cui morì la figlia del Frisinghello torna a galla: per me ritengo che questo lusso di torture inflitte dal giudice Madernino, e dal commissario Ropele, ebbe di mira di dar soddisfazione al Cancelliere scrivente, al quale quelle  furie dichiaravano senza circonlocuzioni, d’aver assassinata moglie e figlia.
Notiamo che la Gratiadei fu tormentata quattro volte più di Lucia, cum stitisset in tormentis dimidium horae
avendo la sua tortura durata mezz’ora.
TULLIO DANDOLO
(continua)

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