FATTI INCONFUTABILI

(Memorie e appunti)

1899 Febbraio 3

 

In letto, con gli occhi chiusi, vedo una giovane popolana, dalla testa ai ginocchi. Era in terza posizione, col volto rivolto a me. Aveva un largo fazzoletto bianco sulle spalle, incrocicchiato sul petto. L’assieme era velato. L’immagine durò più secondi.

Poscia vidi la figura di un triangolo in mezzo ad un cuore con l’apice in su.

Il triangolo centrale era luminoso.

 

 

5 detto

 

 

A letto, come sopra, vedo la testa di una giovane — di profilo e sino al collo, senza cappello e con molti capelli neri ben pettinati. Il volto è serio, signorile, simpaticissimo (1).

(1).Questa è la prima immagine che mi si presenta con lo sguardo rivolto in senso opposto l mio. Tutte le precedenti immagini erano sempre rivolte verso destra o sinostra, a seconda ch’io riposava sul lato destro o sinistro. — Mondo Secreto — Anno III

Poi vedo una testolina de donna graziosa. Questa testa, della grandezza di un’arancia, ha un cappellino aperto e con i suoi begli occhi neri e con la bocca sorridente mi fa moine: ha tutta l’aria di una civettuola. La fisionomia di questa visione ha cambiato due volte, come pure la foggia del cappello; ma nelle sue linee generali è rimasta sempre la stessa fino all’apparizione dello scheletro di un ventaglio.

Le bacchette del quale, mobili, spiegavansi ora da destra, ora da sinistra, ma con movimento diverso da quello d’ un ventaglio.

Verso l’alba, tra veglia e sonno, vedo l’intera figura di un uomo appoggiato ad un bastone. Egli ha la testa fasciata da panni bianchi; è ignudo e scalzo; di carnagione bruna coverta da fitta lebbra. Mi sembra Lazzaro. Lo guardo fisamente per accertarmi della individualità di Lazzaro, ma l’immagine dileguasi.

Apro gli occhi.

 

 

1899 Febbraio 6

 

 

In letto, con gli occhi chiusi, veggo sopra un fondo oscuro una forma umana con le braccia e le gambe aperte. In questa apparizione non vedasi che il semplice contorno delle membra umane, niuna traccia del dettaglio.

 

 

1899 Febbraio 9

 

 

Nel corso della notte mi sveglio e, stando con gli occhi chiusi, vedo la figura di diversi cerchi concentrici:

La parte centrale è nera. Il primo cerchio è grigio carico: il secondo è meno nero del centro; il terzo cerchio è d’un grigio meno carico del primo.

Il diametro della parte centrale è di circa centimetri 40.

 

 

10 detto

 

 

A letto con gli occhi chiusi, vedo:

una giovane donna in balcone, la quale coi gomiti poggiati sulla ringhiera di ferro, sostiene sul naso, con ambo le mani, un occhiale un po’ grandicello — guarda sulla via — le guance sono imbellettate d’un rosso carminio. Mi sembra una maschera.

Dopo minuti primi, vedo una metà della testa d’un Cristo ( Ecce homo ) tagliata trasversalmente; l’intera corona di spine, la fonte e la guancia con l’occhio sinistro. Cerco di vederla bene e per intera, essa svanisce ed è sostituita, però vagamente, dalla testa apparsami nella notte del 22 novembre 1898.

Mi addormento.

 

1899 Febbraio 11

 

A letto con gli occhi chiusi vedo una stella opaca come un cristallo e quasi immobile. Dietro ad essa altre simili, le quali o le girano d’intorno o le passano da sinistra a destra, e viceversa; di rado qualcuna la passa dinnanzi, senza renderla interamente invisibile agli occhi miei.

La prima ha la grandezza di circa centimetri 14, le altre poco meno; tutte hanno l’istessa forma, come rettangolare.

Mi addormento.

 

12 detto

 

Alle 6 p.m. (l’aria è oscura abbastanza) mentre seduto con le spalle alla mia piccola scrivania converso con una zia di mia moglie e con una amica di famiglia, ad un tratto vedo sul pavimento, a circa mezzo metro distante dall’angolo di rincontro a me, una quasi tonda o gonfia luce bianca — come un mucchio di biancheria — oscillante in senso sussultorio. Continuo a conversare e a guardarla. Dopo una decina di minuti, fo accendere il lume — essa sparisce.

A letto — come al solito — con gli occhi chiusi, riposando sul fianco destro, vedo:

  1. la figura di un arco di cerchio su fondo grigio-biancastro
  2. un tergo femminile, dalla cintola ai ginocchi, e sull’osso sacro uno sendo, su cui sono, come disegnati, gli occhi, il naso e la bocca: sembra un mascherino
  3. un uomo, che mi passa da destra a sinistra, trasversalmente. Egli è alto; dell’età dai 60 ai 70 anni; senza cappello; con pustrano di colore simile a quello dei monaci pasqualini. Lo riconosco subito: è una brava persona da me sconosciuta verso il 1860-62 ora defunto. Aveva una privativa di tabacchi in Via Toledo (ora Via Roma). Allora poteva contare l’età su detta, e vestiva perfettamente come ora lo vedo (2).

(2).Ho la visione di questo uomo, cui non pensava, anzi non lo ricordava affatto, mentre da più giorni, pensando alle tante visioni, era vivo nell’animo mio il desiderio di vedere l’immagine d’uno dei miei genitori o del caro professore di musica T. ora tutti defunti. Questo mio desiderio, negli scorsi giorni, non è stato tanto persistente per quanto lo è stato quest’oggi nei cuor mio.

Piglio sonno.

 

1899 Febbraio 17

 

A letto con gli occhi chiusi, vedo la stessa testa apparsami la sera del 22 novembre 1898 e del 10 corrente mese, ma questa volta quasi a grandezza naturale, e, poiché mi è molto vicino, non vedo il mento e il labbro inferiore. La fisionomia è perfettamente identica a quelle precedenti.

Poi vedo un tavolo stretto e lungo; al lato destro del quale siedono diversi giovani. Il primo di essi è sdraiato con la gamba sinistra poggiata sulla destra. Ha cappello nero sul capo e lente al solo occhio destro. Egli mi guarda e sorride. Ha tutta l’aria d’un cicisbeo, d’un giovane galante: mi desta una impressione spiacevole.

Piglio sonno.

 

1899 Febbraio 19

 

A letto con gli occhi chiusi, vedo un giovane, di prospetto che sta a cavalcioni d’una sedia e con le braccia poggiate sulla spalliera. Egli non è brutto; ha berretto da fantino color di paglia. Ha l’aria di un zerbinotto.

Mi addormento.

 

20 detto

 

A letto con gli occhi chiusi, vedo la parte superiore d’un mobile, detto cassettone, su cui stanno un grosso vaso, che non distinguo bene, e tre quadri della grandezza di circa centimetri 22 x 31 con cornicetta dorata. I tre quadri poggiati sul mobile, sono inclinati addossati all’intorno del vaso. Quello che mi è di prospetto rappresenta S. Antonio di Padova.

In casa non v’è quadro con effigie di tale santo.

 

 

21 detto

 

A letto con gli occhi chiusi vedo una luce bianca e fissa, la quale prima ha una forma tonda dal diametro di circa centimetri 15, poi piglia quello a spira. Fa rivoluzione in giro, movendo per tre a quattro volta dalla circonferenza, corre con velocità, non su di un piano, ma a guisa d’imbuto, verso il centro, nel quale, giunta, mi appare un occhio umano.

Poi vedo un edifizio a mò di castello e di caserma illuminato da una scialba luce di luna. Non discerno bene se sia il Castello Nuovo o la Caserma a S. Carlo all’Arena di Napoli.

 

1899 Febbraio 23

 

Alle ore 7 ½ di sera, circa due ore dopo pranzo, accosto ad un tavolo, su cui è acceso un lume a petrolio, stiamo: mia moglie che lavora, il mio secondo figlio che studia; ed io che — poggiato col gomito del braccio sinistro sulla tavola — sostengo con la mano il capo. Stanco per una giornata laboriosa e conciliato pel silenzio che mi circonda, chiudo gli occhi, ma sveglio, vedo la figura di un arco di cerchio con la parte inferiore dentellata. Apro gli occhi e poi li chiudo di nuovo, si ripete la stessa figura. Nuovamente li riaro e li richiudo, ma non vedo altro se non quella luce che tutti possono vedere,stando con gli occhi chiusi vicino ad un lume acceso.

La parte dentellata è di un forte nero; il fondo di una luce comune.

 

1899 Febbraio 25

 

A letto con gli occhi chiusi, come sempre, vedo, dopo parecchie e piccole cose informe, talvolta frammischiate a punti di luce rossa, una mezza croce. Una luce d’un rosso di fuoco che la circonda verso sopra, è più carica e più viva negli angoli superiori.

L’intera visione svanisce, scendendo giù dolcemente e dura pochi minuti.

Immediatamente m’addormento.

 

1899 Marzo 1

 

Questa sera, sempre che mi capita di attraversare qualche camera della mia abitazione non illuminata, veggo fra le tenebri, delle macchie di luce di un bianco latteo.

 

2 detto

 

Fra veglia e sonno veggo un grande quadro punteggiato e chiazzato.

Il fondo è grigio, i punti sono di color marrone, le figure irregolari nere. Sembrami un parato da camera e un taglio di stoffa, in casa manca e l’una e l’altro.

Come la visione svanisce, mi sveglio: è giorno — sono le ore sei.

 

1899 Marzo 3

 

A letto con gli occhi chiusi ma sveglio — veggo le seguenti tre figure.

 

1.

 

Un cerchio molto più nero del fondo. Dura parecchi minuti.

 

2.

 

Un croce è molta più nera; del fondo. Dura meno della prima.

 

3.

 

Un cerchio attraversato da un bastone; è molto più nero del fondo. Dura meno della seconda.

 

 

1899 Marzo 4

 

A letto, con gli occhi chiusi vedo:

  1. Un punto luminoso risplendente.
  2. Una figura litografica rappresentante un diruto paese con un castello a torri.
  3. Un cerchio ovale formato di lumicini risplendenti.
  4. Un foglio di carta su cui sonvi disegnati, a colori, diversi blasoni.
  5. Una lampada da notte accesa. Essa è di vetro, e più grossa di un bicchiero di acqua a forma di cubo.

 

1899 Marzo 5

 

 

A letto, come sopra, vedo, dopo molte cose informi, una grande e bella pianta di sempreviva, su di un masso nerissimo. Dietro ad essa una luce rossa e grosse lingue di fuoco guizzanti e sfavillanti come mosse da vento. E’ spaventevole! Poi tutto s’avvolge e svanisce.

 

 

6 detto

 

 

A giorno, verso le ore sei, tra veglia e sonno, vedo una stella, come di latta.

 

7 detto

 

A letto, con gli occhi chiusi, vedo:

  1. Una collinetta a scaglioni coltivata, con bell’erba verdeggiante — senz’alberi.
  2. Un pugno d’uomo, che sostiene col dito medio, a mezzo d’un anello, una lanterna non accesa, di cui vedo la sola metà superiore.
  3. Un cerchio che circoscrive una croce, del diametro di circa 11 centimetri.

Lo scudo è bianco; la croce è nera.

  1. Una doppia figura.

Il solo scudo con la croce è durato moltissimi minuti primi.

 

 

1899 Marzo 8

 

A letto, con gli occhi chiusi, riposato sul lato destro, vedo:

  1. Di prospetto, la testa di un leone: la sola fronte con gli occhi e il muso.
  2. Un volto d’uomo con gli occhi chiusi. Esso è meno grande, e alquanto rassomigliante a quello apparsomi il 22 Novembre 1898 e il 10 Febbraio 1899.
  3. Una testa di giovane donna, col viso rivolto verso sinistra. Ha naso profilato; grossa e scinda chioma di capelli gittati trascuratamente all’indietro, covrente l’orecchio (1).

Vedi nota 1 pag 360

  1. Un uccello della grandezza d’ un merlo. Ha il petto bianco, le ali grige, il collo brizzolato di bianco e di grigio, la testa grigia con ciuffo rosso.

Esso col corpo verso destra, guarda all’indietro (2).

  1. Mezzo anello per dito d’uomo, con pietra che non discerne bene. È di metallo, come mi sembra, d’oro.

Questa sera le visioni sono abbondanti. Non ne vedo altre, perché cerco di evitarle con ferma volontà e aprendo spesso gli occhi.

 

 

1899 Marzo 9

 

A letto con gli occhi chiusi, vedo:

  1. Una circonferenza col centro circolare che si trasforma in un piccolo triangolo.

Gli scudi sono sempre bianchi; i punti centrali neri,

  1. Un busto d’uomo — di prospetto — dal collo alle anche, con camicia e giacca, sbottonata, di grossa tela bruna: sembrami un recluso.

Piglio immediatamente sonno.

 

11 detto

 

Al letto, con gli occhi chiusi, riposato sul fianco destro, vedo un volto d’uomo della grandezza naturale, rivolto verso sinistra, simile a quello da me visto la sera dell’8 corrente, però in terza posizione (non di prospetto) e come adagiato, il capo, su più guanciali. L’occhio destro è chiuso, il sinistro è semichiuso e par che mi guardi.

Più volte esso scompare e ricompare, sempreppiù rimpicciolendosi sino a ridursi alla grandezza di una noce — ora con tutti i due gli occhi chiusi, ora col destro chiusi e col sinistro semiaperto.

In una di questa fasi la fisionomia rassomiglia perfettamente ad una delle precedenti e, l’ultima volta, se non erro, poiché la durata è come un baleno, vedo il volto con ambo gli occhi aperti, i quali mi lanciano un vivo sguardo.

Dopo pochi minuti primi, senz’altro vedere, mi addormento.

 

 

1899 Marzo 14

 

 

A letto , con gli occhi chiusi, vedo un volto di giovane donna, quasi di prospetto. Ha guance grassotte e gli occhi chiusi: non è affatto brutta.

La visione dura qualche tempo, poi svanisce e ricompare altre due volte.

Non vedo altro, mi addormento.

 

15 detto

 

 

A letto, con gli occhi chiusi, riposato sul fianco destro, vedo una giovane (rivolta verso sinistra) seduta su di una sedia con le gambe quasi distese. Essa indossa un camice rosso-cupo; ha il braccio sinistro abbandonato sulla coscia dell’istesso lato, e la fronte nella palma della mano dell’altro braccio, che è col gomito poggiato su d’un mobile.

La visione è brevissima — immediatamente piglio sonno.

 

 

17 detto

 

 

A letto, con gli occhi chiusi, come sempre, vedo:

  1. Di profilo, un mezzo busto di una vecchia; ha faccia infossata e naso piuttosto grosso.
  2. Di prospetto, un volto d’uomo, tondo e paffuto. Egli mi guarda e ride sgangheratamente con bocca aperta e due grossi occhi spalancati.
  3. Un volto d’uomo — con gli occhi chiusi. Non rassomiglia a quelli precedentemente apparsimi.
  4. Una giovane signora, con abito e cappello piuttosto scuri. Essa mi viene di fronte ed ha fra le mani un foglio di carta spiegato — come per farmelo leggere.

Piglio sonno.

 

 

1899 Marzo 21

 

 

A letto, verso le sei del mattino, con gli occhi chiusi, ma perfettamente svegliato, vedo:

  1. Due mezzi anelli metallici che si ingrossano.

Il fondo è oscuro — le figure sono bianche come una luce lattea — sono mobili.

  1. Un masso nero sferico, su cui una figura bianca, anche sferica, che gira più volte sul masso nero da sinistra verso destra — M’addormento.

 

1899 Marzo 22

 

A letto con gli occhi chiusi, ma sveglio, come sempre vedo la testa di un giovane. Ha gli occhi chiusi e il volto sorridente: non pare che dormi. Tipo signorile e molto molto simpatico! A me sconosciuta.

La visione è durata un bel pezzo. Verso l’ultimo è svanita — è ricomparsa ma meno grande per scomparire per sempre.

Dopo qualche tempo, senz’altro vedere, piglio sonno.

 

 

23 detto

 

 

A letto con gli occhi chiusi, ma sveglio, vedo un punto luminoso di un bel verde-smeraldo; e per svilupparsi una visione, ma apro gli occhi per nulla vedere.

Richiusi gli occhi vedo un uomo dai 30 ai 40 anni, di carnagione bruna, seduto su non so dove. Poggia il gomito del braccio sinistro sul ginocchio della gamba dello stesso lato, e la guancia sinistra sulla palma della mano — E’ rivolto verso di me; ha gli occhi chiusi.

 

 

24 detto

 

 

E’ giorno — ore 6 di mattina — a letto, con gli occhi chiusi, sveglio – vedo un occhio umano aperto, di grandezza doppia.

 

(la fine al pross. Num.)

O.C.

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