I TRENTASEI DECANI
A sera, appena i quattro uomini si furono riuniti nella sacra pineta,il divino Asclepio si rivolse ad Ermete con queste parole:
- Ho pensato a quanto ci hai detto iersera, o Trismegisto, sull’unicità del cosmo e sul Soffio che dall’alto si spande sopra di noi; però mi riesce difficile concepire come si stabilisce tale armonia e quale siano i loro effetti sugli umani. Scandagliando con gli occhi le profondità siderali, cerco invano di distinguere gli astri ed il soffio a ciascuno proprio. Nei precedenti insegnamenti generali avevi accennato a trentasei Decani; spiegami, ti prego, chi sono costoro e qual è il loro ufficio.
- Nessun’invidia, o Asclepio, mi trattiene dal fartene partecipe, ancorché questo sia un importante complemento dei miei insegnamenti generali. Poni quindi bene in mente a quanto ti dirò!
- Le stelle fisse, il Sole, la Luna e i cinque pianeti, vanno considerati in rapporto con i segni zodiacali, con gli aspetti e con i domìni astrali. Questi ultimi sono invero quattro: decanali, graduali, terminali e domiciliali. Dovrai pertanto stabilire, nell’attimo della nascita quale segno zodiacale regge l’oroscopo e quale domo celeste sorge ad oriente, in quali aspetti stanno i Sette tra di loro e in quali domìni astrali.
Grandissima è infatti l’importanza di queste cose. Cominceremo con i domìni decanali che sono trentasei; nei prossimi colloqui passeremo ai domini graduali e poi ai terminali ed infine a quelli domiciliali.
Dunque, abbiamo già parlato del cerchio zodiacale, detto anche «zooforo», nonché dei cinque pianeti, del Sole, della Luna e di ciascuno dei loro cerchi.
- Infatti, me ne parlasti, o Trismegisto.
- Bene. Dovendo ora trattare dei trentasei Decani, vorrei che tu avessi presente quanto dissi allora, affinché ti riesca più intelligibile il seguente insegnamento.
- L’ho presente, o Trismegisto.
- Abbiamo dunque detto, Asclepio, che v’è un corpo che contiene l’universo intero. Immaginatelo come avente forma sferoidale, perché invero tale è la forma dell’universo.
- Me lo immagino di tale forma.
- Entro la circonferenza di questo corpo sono stati disposti i trentasei Decani, in modo da trovarsi nel mezzo della sfera totale e sul cerchio dello zodiaco sostenendo, in un certo qual modo, il globo universale e delimitando il cerchio dello zodiaco.
Essi si spostano lungo lo zodiaco con i pianeti e, nel corso della rivoluzione dell’universo, acquistano successivamente la forza dei Sette. Inoltre essi sostengono il corpo che contiene il Tutto ed alimentano il movimento degli altri sette cerchi che ruotano più lentamente della sfera universale, rapportando i cerchi e la sfera del Tutto ordinatamente. Teniamo dunque presente che i Decani presiedono alla rotazione sia dei Sette che del Globo universale e che, anzi, quali custodi di tutto ciò che esiste nel cosmo, presiedono a tutte le cose nel vincolo della unità e curano il buon ordine dell’universo.
- Me li immagino, o Trismegisto, alla stregua di quanto dici.
- Inoltre sappi, o Asclepio, che i Decani non vanno soggetti ai triboli degli astri. Non conoscono ostacoli sul loro cammino che possano obbligarli a fermarsi, né incontrano impedimenti che li possano far retrocedere. Vi è di più; non vengono coperti dai raggi del Sole come gli altri astri. Indipendenti, superiori a tutti, simili a custodi e sorveglianti meticolosi, i Decani percorrono l’universo nel giro di un giorno e una notte.
- Quindi non hanno essi un’influenza pure sopra di noi, o Trismegisto?
- Direi la massima influenza, o Asclepio. Se esercitano influsso sui corpi celesti, come non potrebbero avere influsso anche su di noi, su ogni singolo uomo e sull’intera umanità?
Da essi proviene l’influsso che si esplica sugli avvenimenti di vasta portata, vale a dire, - fai bene attenzione alle mie parole! – sulla caduta dei regni, sulle insurrezioni popolati, sull’insorgere della fame, le epidemie, le alluvioni, i terremoti; nulla di tutto ciò avviene, o Asclepio, senza l’influsso dei Decani. Ritieni anche questo: stando di fatto che i Decani reggono i corpi astrali e che noi uomini sottostiamo ai Sette, non è forse evidente che alcuni loro influssi – i così detti «Figli di Decani» - debbono necessariamente estendersi fino a noi, sia direttamente che indirettamente? Di poi, nota, Asclepio, un altro aspetto dell’attività dei Decani. Essi cospargono la terra anche di semi, che noi chiamiamo «tane», ossia raggi, di cui alcuni sono salutari al genere umano, mentre altri massimamente funesti.
- Rivestono forma corporea tali esseri, o Trismegisto?
- Il volgo li chiama «demoni». Essi non costituiscono un particolare genere di esseri, non avendo un corpo di speciale materia, né vengono agitati da un’anima come la nostra, ma sono semplicemente «forze » emananti dai trentasei numi.
Essi, inoltre, generano, mentre percorrono lo spazio, degli «ipoliturgi» che sarebbe come a dire dei messi secondari che fanno loro da servi e militi. Questi vagano, sospesi nell’etere, in tutta la sua vastità, sicché non vi è angolo di cielo scevro di ipoliturgi. Appaiono come stelle contribuendo all’ornamento della volta celeste e sono provvisti di particolare forza, inferiore s’intende a quella dei Trentasei.
- Oltre a questi, vi sono anche altri corpi siderali che meritano di essere nominati, o Trismegisto?
- Guardiamo un po’ il cielo stellato! Nell’emisfero boreale campeggia, verso il centro dello zodiaco, l’Orsa Maggiore, composta di sette stelle. Le fa di contrappeso l’Orsa Minore che si scorge sopra la sua testa. Funge, direi, da asse, perché non tramonta ne sorge mai, ma rimane sempre fissa sullo stesso punto, girando su se stessa. Sembra causare la rivoluzione del cerchio zodiacale e il passaggio della nostra terra dalla notte al giorno e dal giorno alla notte.
Oltre all’Orsa vi sono altri cori di stelle di particolare interesse alla nostra indagine e che abbiamo contrassegnato con vari nomi che man mano vi indicherò. E vi sono anche altri cori di stelle a cui non abbiamo ritenuto utile dare un nome.
Coloro che verranno dopo di noi si assumino il compito di denominarle, come abbiamo fatto noi per quelle stelle che ci interessano.
Sulla volta celeste passano, poi, altri corpi siderali, di varia natura, perituri, inattivi, di breve durata. Si direbbe che, sorti dalle esalazioni di un corpo astrale, vaghino nello spazio. Possiamo vedere come si dissolvono, lasciando dietro di sé una scia luminosa. Sono della stessa risma degli animali nocivi della terra: nascono al solo scopo di morire, come le mosche, le pulci, i vermi ed altri organismi del genere. Essi, Asclepio, non sono di alcuna utilità né per sé, né per il mondo, ma recano solo disturbo e danno. Simili esseri superflui nello spazio, sono le stelle filanti che non hanno alcuno scopo. Anch’esse, sorte dalle esalazioni di qualche astro, vinti dal proprio peso, cadono sulla nostra terra senz’altro effetto che quello di aver turbato l’atmosfera.
Vi è un’altra categoria ancora di corpi astrali, o Asclepio, le comete. Appaiono ad intervalli e dopo un certo tempo spariscono. Non spuntano né tramontano e non si dissolvono. Vengono come messaggeri visibili, araldi di prossimi avvenimenti importanti. Abitano la regione sotto il cerchio del Sole. Ogni volta che stanno per succedere cose gravi nel mondo, esse sorgono, splendono qualche giorno e poi fanno ritorno sotto il cerchio solare, ove scompaiono. Alcune comete sorgono a levante, altre a settentrione, a ponente o a mezzogiorno. Noi le diciamo profeti.
Devi poi, Asclepio, distinguere tra astri e costellazioni. Quelli navigano nel cielo, queste sono fisse nel corpo celeste e ne seguono la rotazione. Sono dodici e portano questi nomi, in ordine di successione, iniziando dalla primavera: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci. Conviene che tu ritenga bene che sei costellazioni sono maschili e cioè: Ariete, Leone, Sagittario (della natura del Fuoco), e Gemelli, Bilancia, Acquario (della natura dell’Aria); mentre le altre sono femminili e cioè: Toro, Vergine e Capricorno (della natura della Terra), e Cancro, Scorpione, Pesci (della natura dell’Acqua). Non dimenticare, infine, Asclepio, che nelle costellazioni maschili dello zodiaco, i primi due gradi sono sempre maschili e i due seguenti femminili e così di seguito alternandosi due maschili a due femminili. Lo stesso avviene nelle costellazioni femminili: i primi due gradi sono sempre femminili e i due seguenti maschili.
Quanto ai sette numi planetari, da noi chiamati: Ares, Sole, Afrodite, Ermes, Luna, Cromo e Zeus, sappi che Zeus e Afrodite sono benevoli, Cromo e Ares, invece, malevoli per gli umani, mentre l’influsso di Ermes, del Sole e della Luna è convertibile. Inoltre il Sole, Cromo, Zeus ed Ares sono considerati numi maschili, Afrodite e la Luna femminili, mentre Ermes è di sesso misto. Comunque, per ciò che concerne la natura dei Sette, ti sarà di aiuto questa strofa:
Sette astri dalle orbite vaste intorno all’Olimpo
vanno, mentre il tempo procede sul suo eterno cammino:
la notte lucente Luna, il lugubre Cromo, il dolce Sole,
Afrodite fausta all’alcove, Ares furioso, Ermes dal piè veloce
e Zeus primigenio dal cui alveo sorge natura.
A lor fu data in retaggio l’umana stirpe, e in noi son fusi
in uno la Luna, Zeus, Ares, Afrodite, Cromo, il Sol ed Ermes.
Ai mortali in sorte dell’eterno spazio suggere
lacrime, gaudio, ira, genesi, sapienza, sonno, desio.
Il pianto è Cromo, la genesi Zeus, il sapere Ermes,
Ares l’ira, il senno la Luna, il desio la Citerea diva,
la gioia il Sole: sua mercé degli umani il cuor
si allieta e l’universo intero, eternamente.
Ora i trentasei Decani sono disposti nelle dodici costellazioni dello zodiaco, cominciando dall’Ariete, e ad ogni successivo Decano vengono attribuiti dieci gradi dei trecentosessanta del cerchio zooforo. Inoltre, ogni Decano è retto da uno dei Sette, e tale dominio è detto da noi «dearchia». La prima decarchia quindi, ossia quella del primo Decano dell’Ariete è di Ares; la seconda è del Sole; la terza di Afrodite; la quarta, che è quella del primo Decano del Toro, è di Ermes; la quinta è della Luna; la sesta di Cromo; la settima di Zeus; e così via a intervalli di due ore. I decarchi dei singoli Decani si trovano nei luoghi un cui gradiscono dimorare, in ordine di successione, assumendo il compito del «reggitore dell’ora».
I Decani, o Asclepio, non spandono il loro influsso alla rinfusa sulla terra e sul corpo umano, bensì ognuno predilige talune regioni e parti, piuttosto che tal altre. Infatti, i Decani stanno in rapporto con paesi e regioni dell’ecumene, nonché con le singole parti del nostro corpo secondo un piano preciso, sicché lo zodiaco forma un immenso cerchio che collima con le parti, le membra e le armonie del cosmo. Ciò avviene nel modo seguente.
L’Ariete è la testa del cosmo; il Toro, il collo; i Gemelli sono le braccia; il Cancro, il torace; il Leone, il diaframma; la Vergine, l’addome; la Bilancia, le natiche; lo Scorpione, i genitali; il Sagittario, le cosce; il Capricorno, le ginocchia; l’Acquario, le gambe; e i Pesci sono i piedi del cosmo.
Nell’ordine stabilito i singoli Decani dominano sui seguenti paesi e regioni della terra:
Il primo Decano dell’Ariete domina sulle distese dell’Oceano; il secondo sulla regione battriana; il terzo sul paese dei Lidi.
Il primo Decano del Toro domina sul paese dei Medi; il secondo sul paese delle Amazzoni; il terzo su quello delle Semiramidi.
Il primo Decano dei Gemelli domina sulle alture ove sorgono le colonne d’Ercole; il secondo su plaghe desertiche; il terzo sui lidi caspici dei Prati.
Il primo Decano del Cancro domina sul clima della Siria; il secondo sopra gli Assiri; il terzo sul paese di Etiopia.
Il primo Decano del Leone domina sull’India; il secondo su terre ignote; il terzo pure su terre ignote.
Il primo Decano della Vergine domina sulle regioni Arabe; il secondo sull’Armenia; il terzo sulle terre di Meroe ed Elefantina.
Il primo Decano della Bilancia domina sull’Egitto; il secondo sulle regioni italiche; il terzo sul continente e l’arcipelago degli Elleni.
Il primo Decano dello Scorpione domina sui lidi della Fenicia; il secondo sulla Cilicia; il terzo sulle terre di Cappadocia, Galazia e Frigia.
Il primo Decano del Sagittario domina sulla Libia; il secondo sulla cerulea marina mediterranea; il terzo sull’Asia.
Il primo Decano del Capricorno domina sui lidi della Mauritania; il secondo sulla Gallia; il terzo sulla chiana della Pannonia.
Il primo Decano dell’Acquario esplica il suo dominio sulle regioni Iberiche; il secondo su quelle Germaniche; il terzo sul paese dei Sarmati.
Il primo Decano dei Pesci domina sulla Britannia; il secondo sulla Dazia ed, infine, il terzo Decano dei Pesci sulle plaghe degli iperborei.
Similmente a quanto avviene con le diverse regioni della terra, o Asclepio, ciascun Decano esercita il suo potere su una parte del nostro corpo rendendola più vulnerabile dalle malattie che affliggono gli umani.
Se si vogliono evitare le sofferenze alle quali gli umani tutti vanno soggetti, dovrai propiziare la loro benedizione nei tuoi riguardi con le preghiere al Decano che protegge la decade della tua nascita.
Tu possiederai un efficacissimo farmaco (la preghiera), poiché il destino di nessun uomo può sottrarsi al governo dei Decani. In esso, invero, si compie perennemente il Tutto.
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