L'ANIMA SUPREMA
Iside, decise un giorno di svelare al figlio
Horo i misteri del mondo…
-Prestami tutta la tua attenzione, o figlio mio Horo – disse Iside – perché voglio insegnarti la dottrina sacra che il mio avo Camefis accolse da Ermete, colui che nei suoi scritti trattò dell’intero sapere umano. Da Camefis poi l’appresi io il giorno in cui egli donò anche a me il privilegio del Nero Perfetto. E tu ora l’apprenderai dalle mie labbra.
Ciò detto, Iside versò dapprima ad Horo la squisita bevanda d’ambrosia, che le anime sogliono ricevere dagli dei. Di poi, iniziò così il sublime discorso:
-Se volgi lo sguardo intorno, figlio mio, tu vedrai sgorgare dalla terra molte sorgenti d’acqua e dai monti venir fuori getti di fuoco, sicché si possono avvertire insieme i quattro elementi – Aria, Fuoco, Acqua e Terra – dipendenti da una stessa radice. Ciò ha fatto supporre che la terra è un celliere di tutta la materia, il quale, per un verso, emana la materia e, per altro verso, assorbe la sostanza che viene dall’alto. E’ così, infatti, che il Demiurgo – io lo chiamerò il «Sole» - ricollega il cielo e la terra: esso invia giù la sostanza, fa assurgere la materia, attira verso sé e a sé tutte le cose, dispensa tutto a tutti e diffonde abbondantemente la luce. Da esso provengono gli influssi benefici che non soltanto si spargono nello spazio siderale e nell’atmosfera terrestre, ma penetrano fin nelle viscere della terra e nei più profondi abissi marini.
Per altro, se esiste ancora una certa sostanza noetica, essa pure fa parte della massa solare, e si potrebbe affermare che la luce del Sole ne è il ricettacolo. Quale sia la composizione di tale sostanza intelligibile e donde essa provenga, il Sole solo lo sa. Il Sole, il quale ci dimostra il suo volto corruscante, ma adombra la sua divinità. Tuttavia, essendo esso stesso il Raggio visibile, il Sole illumina con il suo splendore sublime il mondo intero, quello soprastante e quello sottostante, essendo posto al centro del nostro mondo e cinto dalla corona dei pianeti. E, come un buon auriga, conduce il carro del mondo, tenendolo saldamente imbrigliato onde evitare che si lanci in corsa disordinata.
Le redini sono: la vita, l’immortalità, l’anima, la mente, la generazione e il Fato. A dir il vero, il Sole talvolta rallenta un po’ le briglie, ma non tanto che il mondo possa sfuggirgli. Ed è così che il Sole regge tutte le cose: mediante la sua luce che si spande verso ogni dove. Con i raggi che vanno oltre l’orbita terrestre il Sole nutre le parti immortali del mondo e dà loro eterno permanere, mentre con la luce che giunge alla terra ed avvolge nel suo alone la sfera di terra, acqua ed aria, concede vita e movimento agli esseri viventi in questa parte del cosmo, in una successione di generazioni e di trasformazioni senza fine. Questi ultimi vengono rimodellati e trasformati gli uni negli altri, attraverso una evoluzione spirale, in cui il travaso vicendevole opera un continuo passar di generi in generi e di specie in specie.
Nello stesso modo il Sole agisce sugli altri corpi astrali.
V’ è tuttavia una differenza, in quanto i corpi immortali subiscono il cambiamento – ch’è una proprietà permanente di tutti i corpi in genere – senza dissolversi, mentre i corpi mortali lo subiscono andando incontro alla loro dissoluzione. In questo appunto differiscono tra loro il mortale e l’immortale.
Il Sole diffondendo senza sosta la sua luce, crea continuamente la vita nello spazio e nel tempo. Inoltre, il luminare ha intorno a sé diversi cori di demoni, simile ad una scorta di guerrieri. Questi, pur distando dagli uomini, coabitano con essi, e da lassù vigilano sui mortali abitanti della terra, a loro assegnata.
Hanno l’ufficio di seguire gli ordini divini e sono essi pure a scatenare le tempeste, i cicloni, gli uragani, le distruzioni prodotte da incendi, terremoti, dalla fame e dalla guerra, e a punire l’empietà. La quale, invero, è la massima colpa verso Dio giacché a Dio spetta di fare il bene, agli uomini di essere pii (non empi) ai demoni di custodire l’ordine superno. Per qualsivoglia altra malvagità che osano perpetrare gli umani, sia per aberrazione che per temerità, sia perché costretti dal Fato, sia, infine, per ignoranza.
Dio non ne fa addebito a nessuno, ma l’empietà subisce il rigore del suo giudizio.
Il Sole è il custode e il nutritore di tutte le specie di esseri.
Il mondo intelligibile contiene il mondo sensibile. Lo riempie dell’esuberanza di tutte le forme e dell’infinita varietà delle loro apparenze. Il Sole, dal lato suo, reggendo tutto ciò che havvi nel mondo, conferisce a tutti gli esseri che ivi affiorano alla vita, volume e consistenza, ed assorbe tutto ciò che perisce e passa.
Al servizio del Sole attende il coro o, meglio, i cori dei demoni, perché essi sono innumerevoli e svariati. I demoni fungono da veicoli del dettame radioso degli astri e sono ripartiti tra questi in numero proporzionato. Così disposti, stanno in servizio del proprio astro, sia esso per natura benefico o malefico nel suo influsso.
L’influsso è una proprietà essenziale dei demoni. Oltre agli astri benefici e quelli malefici, vi sono anche astri il cui influsso è misto di bene e di male.
I demoni in questione ebbero in sorteggio pieni poteri su tutto ciò che riguarda la terra e su tutto ciò che ivi avviene. Essi provocano ogni sorta di avvenimenti nella vita delle città e dei popoli, in genere, e dei singoli individui, in particolare. Cercano di riplasmare e di indirizzare le nostre anime a seconda dei loro intenti, insinuandosi nei muscoli, nelle midolla, nelle vene, nelle arterie, nel cervello e fino nelle viscere del nostro corpo.
Ciascuno di noi, non appena nato ed animato viene preso in consegna dai demoni che presiedono alla nascita ed appartengono agli astri che reggono quel preciso istante. Questi si sostituiscono vicendevolmente, secondo un turno stabilito, minuto per minuto perché non indugiano nel loro cammino. I demoni, dunque, attraverso il corpo e penetrati nelle due parti inferiori dell’anima cercano di trascinarla ciascuno a seconda delle proprie inclinazioni. Solo la parte ragionevole dell’anima sfugge alla morsa dei demoni e si mantiene libera per divenire il ricettacolo del divino.
Allorché un uomo o una donna ricevono nella parte ragionevole dell’anima la luce del raggio divino, per intercessione sempre del Sole, - e sono pochissimi codesti uomini e codeste donne - , i demoni sono ridotti all’impotenza, poiché nessuno, sia pure un demone o un nume astrale, ha alcun potere contro un solo raggio di Dio. In altri casi, però, gli umani vengono trascinati, corpo ed anima, dai demoni incondizionatamente e, spesso, ne trovano di letto, tanto più che all’origine del traviamento non sta la ragione ma il piacere. Così la nostra vita è a discrezione dei demoni, i quali si servono del nostro corpo come di uno strumento. Ed è siffatto governo che Ermete disse, «Fato».
Il mondo intelligibile dipende da Dio, il mondo sensibile da quello intelligibile, mentre il Sole, attraverso questo e quello, riceve da Dio l’influsso del bene, vale a dire, l’influsso dell’attività generatrice. Inoltre, intorno al Sole gravitano le sette sfere, sotto il suo regime. Sono queste: la sfera delle stelle fisse, le cinque sfere dei numi planetari e la singolare sfera che avvolge la terra. Da queste sfere dipendono i demoni e da costoro gli umani. Per cui tutto e tutti stanno in dipendenza da Dio.
Dio è il padre di tutte le cose, il Sole ne è il demiurgo e il mondo siderale è lo strumento dell’attività generatrice. Lo spazio siderale è governato dalla sostanza intelligibile; esso governa, a sua volta, i numi astrali, e i demoni, in ubbidienza ai numi, governano gli uomini. Tale è l’ordinamento delle schiere dei numi e dei demoni astrali.
Dio crea tutto con l’intervento di queste schiere, ma tutte le cose della creazione sono parti di Dio. Ora, se le cose create son tutte parti di Dio, evidentemente Dio è tutte le cose. Creando egli tutte le cose, Dio crea sé medesimo, ed è impossibile ch’Egli smetta un giorno di creare, poiché non può cessare di esistere.
E giacché Dio non ha fine, anche la sua attività creatrice non può avere né inizio né fine.
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